Giornale del tempo di guerra

Magda Ceccarelli De Grada

“È bello vivere e soprattutto aver vissuto così. Aver portato un piccolo contributo, un sacrificio di lacrime e d’azione. Aver aiutato a vincere. Essere stati nel vero. Sempre, senza confusioni, senza incertezze, senza pentimenti. Aver visto chiaramente la strada e averla seguita. Essere stati onesti nella nostra fede.”

Nel diario di Magda s’intrecciano la storia di una famiglia intellettuale della Milano degli anni ‘40, con la storia della Guerra e della Liberazione. 

Attraverso una scrittura limpida, fatta di potenti folgorazioni poetiche e raffinate analisi politiche, Magda Ceccarelli offre una testimonianza d’eccezione, per la sua posizione unica che le permette di auscultare tanto i sussulti dell’alta società (secondo le cui norme vive) quanto quelli del proletariato (cui si sente appartenere). 

La convinzione politica, una passione bruciante che la porta a sognare di combattere tra i Partigiani con il figlio, va di pari passo con l’amore per la famiglia e il desiderio di vivere insieme al marito, il pittore Raffaele De Grada, e i due figli, Raffaelino e Lidia, sempre uniti sotto lo stesso tetto. 

Magda è al contempo poetessa e casalinga, militante e madre di famiglia, intellettuale e vivandiera per la Resistenza. 

La sua vita incrocia quella di intellettuali importanti quali Guttuso e Vittorini, famiglie altolocate, resistenti straordinari come Venanzi, Ingrao, Pontecorvo, Agostoni e Curiel, ma anche contadini affamati e donne di servizio fedeli e nemiche.