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Arrivati all'ultima puntata, ci prepariamo alle vacanze con un programma che parla di viaggi.

Bagni LUCIA volge l'orecchio verso il mare e lo celebra con tre storie straordinarie, tra l'Oceano Pacifico e Stromboli.

lingua: Italiano

LIVE SHOW

In alto mare

di Giulia Valli con la partecipazione di Mauro Pescio

Oceano Pacifico giugno-agosto1969.
Una traversata di 70 giorni, senza tappe, a bordo di un gommone a vela di 6metri per 2, in balia delle correnti e dei venti. Un equipaggio improvvisato composto da tre uomini che si conoscono pochissimo. Unico mezzo di comunicazione una radio che solo uno di loro sa usare, male. La paura di non arrivare più e la difficile convivenza.

Tre diari su tre supporti diversi: cassette audio registrate durante la traversata, un documentario video e un diario scritto in inglese per evitare che i compagni potessero capire ciò che vi era scritto. La ricostruzione dell’impresa attraverso le voci originali dei protagonisti e il racconto non meno interessante del rocambolesco recupero delle fonti.

In alto mare è tratto dal radio doc finalista del Prix Europa 2019 Sulla stessa barca

Giulia Valli è laureata in recitazione presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma e specializzata in drammaturgia contemporanea presso il Teatro della Limonaia (Regione Toscana). Dal 2004 al 2006 è stata collaboratrice di Andrea Camilleri. Ha ricoperto per diversi anni il ruolo di aiuto regia. Da una ventina d’anni collabora con Mauro Pescio a vari progetti tra i quali Mio Cugino Limited edition. Da 15 anni insegna Teatro ai ragazzi e ai bambini delle scuole di ogni ordine e grado e dirige seminari, letture e incontri per avvicinare i bambini alla lettura, anche presso il Circolo dei Lettori a Torino.


Nel 2018 firma il radio documentario “Sulla stessa barca” per la trasmissione Tre soldi di Rai Radio 3 nominato tra i finalisti del Prix Europa 2019.

lingua: Italiano

sound-art

narrativa

Diario di bordo

di Alessandro Bosetti

Il compositore ed artista sonoro Alessandro Bosetti presenta un’opera di ispirazione autobiografica.

Si tratta del diario di bordo di sua madre, che nel 1978 inizia un lungo viaggio a vela da Gibilterra alle Canarie, viaggio che segna l’inizio della sua separazione dalla famiglia. Un racconto scritto a mano nel 1978 e diviso in venti capitoli - uno per ciascun giorno di navigazione - in cui si parla di delfini, pesci volanti, burrasche improvvise e turni al timone. Il compositore ripercorre l’itinerario del diario e del viaggio con la propria voce lavorando sulla frontiera tra lingua parlata e canto e scegliendo la forma del monodramma lirico ispirato al teatro orientale ed alla finzione radiofonica. 

La versione radiofonica prodotta per Radio Papesse è un estratto di sei giornate del diario per una durata di diciotto minuti. 

Alessandro Bosetti (IT-FR) idea, composizione, voce ed elettronica

Kenta Nagai (JP-US) chitarra elettrica e shamisen

Carol Robinson (US-FR) clarinetti

Alexandre Babel (DE-CH) percussioni

PRODUZIONE ESECUTIVA: gmem-CNCM-marseill

COPRODUZIONE: 
La Muse en Circuit (CNCM Alfortville); Césaré (CNCM Reims) ; Nouveau Théâtre de Montreuil (CDN)

Estratto su diario di Bordo da: Thèses/Voix (2020) Les presses du réel – Musique & arts sonores – Hors séri

" [...] La temporalità della voce in Diario di Bordo è mnemonica, fuori da un tempo umano. 

Si agisce su tre piani temporali distinti: c'è la voce della giovane madre presente come ricordo nella memoria del figlio. Lui è ora piu vecchio di quanto lei lo fosse al momento di fissare la propria calligrafia in un diario nel 1978. C'è  la voce della madre che legge il diario nel 2015 e infine la voce del figlio che la interpreta. Ad ogni nuova performance dal vivo il figlio è leggermente più vecchio anche se per ora è ancora più giovane della voce registrata della madre, forse un giorno la supererà. Sono tre linee intrecciate -  madre nel 1978, madre nel 2015, figlio in un presente progressivo - che si sposano bene con l'ambientazione generale della composizione perchè sono linee che ricordano il tratto calligrafico che traccia il diario ed allo stesso tempo disegnano una rotta ed è proprio questo di cui il diario parla : la rotta di una navigazione nell'oceano atlantico, da Gibilterra alle isole Canarie. 

Il dialogo, l'interferenza e l'interazione tra queste tre linee avviene nel regno delle inflessioni, leggere affettazioni e intonazioni che rendono la voce della madre tanto familiare. Si potrebbe dire che la voce della madre sia stata la prima musica che abbiamo mai ascoltato ma appare improprio affiggere la definizione di musica a qualcosa che è ancora percepito indistintamente in un tutto vocale che include interno ed esterno, semantico e asemantico, proprio ed altrui. 

Il figlio adulto lavora con il suono e se la necessità primaria - e il timore -  e insiti nel suo lavoro si rivelano quelli di dirigersi a ritroso verso la fonte, il piacere della sfera acustica, simbolizzata nell'antichità da creature femminili, prima o poi sarebbe arrivata ad evocare la figura della madre, per prendere a prestito le parole di Adriana Cavarero. 

Il lavoro di interpretazione e riappropriazione della voce della madre fatto dal figlio è tutto nell'imitazione, sempre leggermente approssimata, di ritmiche minunscole, leggeri glissati, oscillazioni improvvise del volume, improvvisi e lievissimi salti di registro e questa imitazione appare viva, fa qualcosa, produce una leggera trasformazione del senso, una nuova sfumatura emotiva, l'apparizione nell'ordine della soggettività di qualcosa che prma non c'era o che forse c'era solo all'inizio ma di cui si era persa traccia da moltissimo tempo. [...]

Alessandro Bosetti è un compositore e artista sonoro con un particolare interesse per la musicalità del linguaggio e per la voce intesa come oggetto autonomo e strumento espressivo. Le sue opere mettono in atto un dialogo tra linguaggio, voce e suono all'interno di costruzioni tonali e formali complesse, spesso percorse da un'ironia obliqua. Svariati riconoscimenti e premi in particolare per il suo lavoro di arte radiofonica ( Prix Palma Ars Acustica 2015, Prix Phonurgia Nova 2013, Prix Hörspiel de La muse en Circuit 2003, Hörspiel des Monats ARD, 2015). Nel 2019 è stato nominato per il premio Bernard Heidsieck a Parigi ed i sui lavori hanno fatto ripetutamente parte della shortlist per il Prix Italia. Alessandro Bosetti vive e lavora a Marsiglia.

lingua: Italiano - Francese

documentario

field recording

Stromboli

di Irvic D'Olivier

400 persone vivono e abitano ai piedi di uno dei vulcani più attivi d'Europa. L'intensa attività magmatica sotterranea ne conferma la pericolosità. Più volte al giorno, più volte all'ora, il cratere respira, si carica ed esplode.

Simbolo di vita e di morte, metafora di creazione e distruzione, il vulcano ci costringe ad affrontare noi stessi e le nostre paure.
 

Irvic D'Olivier è un produttore radio ed un curatore. È anche ingegnere del suono per la produzione cinematografica sperimentale. Secondo Irvic il suono è qualcosa di misterioso, che mostrerà sempre una qualche forma di resistenza. La radio invece è per lui qualcosa intimo, che richiede attenzione. 

Membro dell'Atelier de Création Sonore Radiophonique di Bruxelles è anche il fondatore della piattaforma SilenceRadio.org

LUCIA | la radio al cinema

 

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